Il blog

Leggi qui i nostri articoli

Dall’Armonia al Dominio: L’Evoluzione del Rapporto Uomo-Natura


Una analisi tratta dal libro Psiche e Techne di Umberto Galimberti

1. Introduzione: La Metamorfosi del Senso

Il passaggio dalla visione contemplativa del cosmo antico alla razionalità manipolatoria della modernità non costituisce una semplice transizione cronologica, bensì un radicale spostamento ontologico nella Weltanschauung (visione del mondo) occidentale. Comprendere queste radici filosofiche è oggi un imperativo metodologico per chi opera nella consulenza culturale e nell’insegnamento: significa decodificare i presupposti invisibili che governano l’agire collettivo. Al cuore di questa analisi risiede il concetto di “Orizzonte di Senso”, inteso non come cornice facoltativa, ma come la precondizione trascendentale di ogni comportamento sociale. È l’orizzonte di senso a determinare la nostra postura verso la biosfera. Come suggerito dall’incipit della tragedia greca citato da Nietzsche, la perdita di tale orizzonte coincide con l’implosione di ogni significato. Eppure, la prima grande definizione dell’Occidente nacque proprio dall’accettazione di un confine invalicabile: il limite.

2. Il Modello Greco: La Natura come Destino e il Tragico dell’Esistenza

Per il pensiero greco, la “cultura del limite” non era il riflesso di un’infanzia tecnica, ma una forma superiore di realismo ontologico. La Physis (Natura) era intesa come l’ordine sovrano e immutabile che detiene le redini dell’esistere, del tutto indifferente alle esigenze dell’individuo. La cifra della grecità è intrinsecamente tragica: l’uomo è un essere che deve costruire faticosamente un senso pur sapendo che la legge di natura, infine, vincerà la sua resistenza attraverso la morte.

Questa consapevolezza emerge con violenza nel monito del saggio Sileno. Al re Mida che gli domandava quale fosse il bene supremo per l’uomo, il satiro rispose: “Stirpe miserabile ed effimera, figlio del caso e della pena, perché mi costringi a dirti ciò che per te è sanamente meglio non sapere? Il meglio è per te assolutamente irraggiungibile: non essere nato. Ma la seconda cosa migliore per te è morire presto”. In questo scenario, la morte è l’assurdo che livella ogni sforzo umano; come noterà secoli dopo Jean-Paul Sartre, di fronte al nulla della morte, “l’avere guidato popoli o l’essersi ubriacarti in solitudine è la stessa cosa”.

I Pilastri del Pensiero Greco
  • Physis (Natura): Forza autonoma e suprema che stabilisce i ritmi biologici. L’uomo è un “vivente tra i viventi”, non il padrone.
  • Tempo Ciclico: La percezione del tempo come ripetizione eterna (le stagioni). La saggezza appartiene al “vecchio” che, avendo esperito più cicli, può istruire il giovane.
  • L’Uomo come “Mortale”: La definizione stessa di uomo coincide con il limite biologico insuperabile.

Questa visione tragica e ciclica è stata scardinata dall’avvento di una rivoluzione semantica che ha promesso l’impossibile: l’abbattimento della morte.

3. La Rivoluzione Cristiana: L’Invenzione del Futuro e l’Antropocentrismo

Il Cristianesimo ha trasformato la percezione del tempo da circolare a rettilineo, introducendo un inedito ottimismo ontologico. Attraverso l’annuncio della Resurrezione, il futuro cessa di essere la ripetizione del già noto per diventare il tempo della salvezza. Questa rivoluzione si fonda spesso su “trappole” linguistiche: la figura della Vergine Maria, ad esempio, nasce dalla traduzione greca parthenos del termine aramaico betulah, che significava semplicemente “giovane donna”. Mentre altre culture, come quella islamica, mantengono una visione del tempo legata al destino (Inshallah, “come Dio vorrà”), l’Occidente cristiano ha proiettato il senso verso il “non ancora“. L’uomo, creato come “Imago Dei” (immagine di Dio), riceve il mandato biblico di “dominare la terra“, elevandosi a vertice assoluto del creato.

La Struttura del Tempo: Dalla Salvezza al Progresso

Il modello cristiano ha fornito l’impalcatura per ogni ideologia laica successiva, dalla scienza al marxismo: Questa speranza strutturale nel futuro ha rimosso il limite tragico greco, preparando il terreno per la pretesa manipolatoria della scienza moderna.

Fase del Tempo Visione Cristiana (Salvezza) Proiezione Laica/Scientifica (Progresso/Ideologia)
Passato Peccato Originale Ignoranza / Ingiustizia Sociale / Trauma
Presente Redenzione Ricerca / Rivoluzione / Terapia
Futuro Salvezza Eterna Progresso / Giustizia / Guarigione
24. La Genesi della Scienza Moderna: La Tecnica come Anima della Conoscenza

La scienza moderna non è nata in opposizione alla religione, ma come suo strumento di redenzione materiale. Francesco Bacone vedeva nella tecnica il mezzo per ridurre il dolore e la fatica, conciliando l’ingegno umano con il mandato divino di dominare la creazione. Tuttavia, con Cartesio e Galileo avviene un salto qualitativo: la scienza smette di essere contemplazione pura. La tecnica diventa l’anima della scienza, poiché lo sguardo scientifico non è mai “puro”, ma intrinsecamente manipolatorio. Come spiega la metafora di Kant, lo scienziato non si rapporta più alla natura come uno “scolaretto” che ascolta il maestro, ma come un “giudice che obbliga l’imputato a rispondere” alle proprie domande pre-formulate.

Lo Sguardo del “Falegname”

Per comprendere questo intento, si consideri la differenza di sguardo in un bosco:

  • Il Poeta contempla l’albero per trarne ispirazione.
  • Il Falegname(lo scienziato/tecnico) vede nell’albero già tavoli, sedie e mobili.

L’obiettivo è diventare, secondo il dettato cartesiano, “maîtres et possesseurs de la nature” l’uomo come possessore e dominatore del mondo. Una volta rimosso il fondamento divino, tuttavia, questo potere di dominio assoluto scivola inevitabilmente verso il vuoto.

5. La Morte di Dio e l’Età della Tecnica

L’annuncio nietzschiano della “Morte di Dio” non è la celebrazione di un ateismo superficiale, ma la descrizione di un evento disperante. Nietzsche non affida l’annuncio all’ateo, ma al “Folle” che corre in pieno giorno con una lanterna accesa perché “il sole si è spento”. Se Dio (il Sole) non è più il generatore di senso, non esiste più un “alto” o un “basso”, un “avanti” o un “indietro”: siamo come una macchina “in folle”. Senza un Orizzonte di Senso che garantisca il futuro come salvezza o progresso, l’uomo contemporaneo precipita nel nichilismo. Questo malessere è evidente soprattutto nei giovani: il futuro non è più una promessa motivante, ma una minaccia. L’uso di droghe e alcol non è più ricerca di piacere, ma funge da anestetico per non guardare l’angoscia del domani, rifugiandosi in un “assoluto presente” 24 ore su 24. Fenomeni come la sindrome di Hikikomori o l’aumento dei suicidi giovanili sono i sintomi del collasso di questa promessa.

Le Tre Mazzate all’Antropocentrismo

L’orgoglio dell’uomo “padrone della natura” è stato però ferito da tre rivoluzioni:

  1. Copernico: La Terra è un frammento periferico, non il centro.
  2. Darwin: L’uomo è il risultato di un errore evolutivo dei primati, non un progetto divino.
  3. Freud: L’Io non è padrone nemmeno nella propria “casa” psichica, essendo governato dall’inconscio.

In questo vuoto, la Tecnica e il Denaro sono diventati i nuovi “generatori simbolici di tutti i valori”.

6. Conclusioni: L’Uomo come Forza Geofisica e la Sfida Etica

Oggi ci troviamo in un’epoca paradossale: abbiamo ereditato il mandato cristiano al dominio, ma abbiamo smarrito il Dio che ne costituiva il limite e il senso. Come rilevato da Edward Wilson, l’essere umano è diventato la forza geofisica più distruttiva del pianeta, superando persino i cataclismi naturali. Il dramma della nostra epoca è che la nostra capacità di agire è immensamente superiore alla nostra capacità di prevedere gli effetti del nostro fare. Ci muoviamo a “mosca cieca”, operando trasformazioni irreversibili senza possedere una bussola etica. Per i docenti e i formatori di oggi, la sfida non è più potenziare la tecnica, ma ritrovare il senso del limite. In un mondo dove la tecnica è diventata l’unico fine, è urgente riscoprire che l’uomo non è il vertice assoluto del creato, ma un frammento di un equilibrio che non gli appartiene e che la sua pretesa di dominio cieco sta portando all’auto-annullamento.

You are donating to : Fondazione Giuseppe Berardi

Sostienici. Il tuo contributo è prezioso
€10 €20 €30
Vuoi effettuare una donazione regolare? Vuoi fare una donazione
Quante volte vuoi ripetere il pagamento? (compresa questa)
Nome*
Cognome*
Email *
telefono
Indirizzo
Note Aggiuntive
Loading...