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Quando il Tradimento Diventa una Necessità:Una Prospettiva Psicologica Oltre la Morale

Considerazioni di Michele Mezzanotte – Psicologo e Psicoterapeuta

Il Paradosso della Fedeltà: Quando Tradire è l’Unico Modo per Restare Vivi

A volte, l’atto più “fedele” che puoi compiere verso la tua anima è diventare “infedele” verso il tuo partner. Sembra  un’eresia, un insulto all’etica sentimentale, ma la psiche non segue i codici civili, né tantomeno l’etica sociale. Immagina  di trovarti in un sacrario, un monumento ai caduti: il silenzio è solenne, l’aria è gelida, tutto è immobile e celebrativo, ma  lì dentro non c’è vita, c’è solo memoria. Molte relazioni oggi sono esattamente così: sacrari di un amore che fu, dove i  partner restano congelati in un’abitudine che ha smesso di nutrire. 

In questo gelo esistenziale, il tradimento non appare come un semplice errore, ma come una domanda che urla: A che  cosa serve questo gesto?. Non chiederti perché è successo; chiediti quale parte di te sta cercando di scongelarsi  attraverso questo strappo. 

Oltre il Giusto e lo Sbaglio: Perché per la Psiche “Tutto è Giusto”

Se cerchi la morale, vai da un giudice o da un prete. Non cercarla in uno psicologo. Devi capire una verità scomoda: dal  punto di vista della psiche, tutto è giusto. Ogni azione, anche la più distruttiva, ha una sua finalità interna, un senso che  serve alla sopravvivenza di un equilibrio (o alla rottura di uno squilibrio). 

Smettere di giudicare non è un esercizio di stile, è una necessità clinica. Solo se mettiamo da parte il “giusto” e lo  “sbagliato” possiamo vedere cosa sta accadendo davvero sotto la superficie. Il giudizio morale è un anestetico che blocca  la comprensione; la lente psicologica, invece, è un bisturi che incide la carne per trovare il punto esatto in cui il cuore ha  smesso di battere. 

Il Crocevia di Ermes e il Luogo del Diavolo

Il tradimento si manifesta sempre in un “Crocevia”. Mitologicamente, questo è il territorio di Ermes, il dio dei passaggi e  dei ladri, ma è anche il luogo del Diavolo. È il punto esatto in cui le strade si incrociano e l’istinto, l’ombra e la verità  nuda si scontrano con la maschera sociale. “A un certo punto nella vita dobbiamo decidere se tradire noi stessi o l’altro.”  — Alejandro Jodorowsky

In questi momenti critici, la scelta è inevitabile. Eppure, molti preferiscono non scegliere, restando fermi all’incrocio,  paralizzati. Ma non scegliere è, di fatto, la scelta peggiore: è la decisione di marcire lentamente. Se resti in una relazione  che ti nega la vita, stai commettendo il peggiore dei peccati psicologici: il tradimento di te stesso. E tra tradire la propria  natura e tradire un contratto relazionale, la psiche sceglierà sempre il movimento, anche se questo comporta il caos. 

L’Alibi dell’Innocenza: Perché si Tradisce Sempre in Due

Diciamocelo chiaramente, senza sconti: il tradimento è sempre un’azione di coppia. L’idea del tradimento “inaspettato” è  una bugia che ci raccontiamo per non assumerci la nostra quota di responsabilità. Esistono tradimenti inconsapevoli,  forse, ma mai veramente imprevisti. 

Dobbiamo distinguere tra: 

Tradimento Attivo: Chi va fisicamente a cercare un altro corpo, un’altra pelle, un’altra storia. • Tradimento Passivo: Chi smette di guardare, chi si rifiuta di vedere le crepe, chi si sottrae all’intimità per anni. 

Il partner “tradito” che cade dalle nuvole spesso è un complice silenzioso che ha preferito l’anestesia alla verità. La  relazione si tradisce nel momento in cui entrambi permettono al legame di inaridirsi. Chi non agisce, chi “lascia correre”,  sta tradendo la vitalità del rapporto tanto quanto chi si infila nel letto di un altro. 

La Rivoluzione contro la Struttura Sclerotica 

Aldo Carotenuto è stato brutale e lucidissimo su questo punto: Il tradimento ha il senso della rivoluzione in sé. Quando  una coppia diventa sclerotica, rigida come un arto anchilosato, il dialogo non basta più. In questi casi, il tradimento  emerge come un sintomo necessario. 

Se la struttura della relazione è diventata troppo stretta per contenere la crescita degli individui, il tradimento irrompe per  frantumare quella corazza. Non è una ricerca di piacere, è un atto sovversivo. È la dinamica interiore della coppia che,  non potendo più mutare dall’interno attraverso la parola, scatena un incendio esterno per costringere tutti a muoversi. 

Quando Tradire è l’Unica Via d’Uscita 

Quindi, quando è “giusto” tradire? La risposta psicologica è netta: è giusto quando la rigidità della coppia sta portando  alla morte psichica degli individui. La sopravvivenza della tua essenza ha la precedenza assoluta sulla stabilità formale  di un legame. Se il tuo cuore è congelato, se le tue gambe non si muovono più perché incatenate a un patto che ti nega  l’ossigeno, il tradimento può essere l’estremo tentativo di riaccendere una scintilla vitale. È un modo disperato, violento e  doloroso per non soccombere a una fedeltà che è diventata solo atrofia, paura del vuoto o pura inerzia. 

Conclusione: La Tua è Fedeltà o Atrofia? 

Guardare al tradimento con maturità significa smetterla di interpretare la parte della vittima o del carnefice e iniziare a  onorare la complessità della nostra natura. Si tradisce per una finalità: per innescare una rivoluzione, per non morire  dentro, per scuotere un sistema che è diventato un sepolcro. Ogni crisi è un appello alla tua presenza nel mondo. Ti lascio  con una domanda che non ammette risposte comode: la tua attuale fedeltà è una scelta vitale che rinnova il legame  ogni mattina, o è solo una forma di resistenza al cambiamento perché ti terrorizza affrontare il tuo prossimo  crocevia?

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